sabato 28 maggio 2011

L’inferno dei viventi

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che già è qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio  (Italo Calvino, Le città invisibili, Oscar Mondadori, Milano,2002, pag. 164)

La scelta si impone tra il vivere tranquillo di un'esistenza senza troppi dubbi o domande poste sui perché del nostro agire e l'alternativa che porta all'inquietudine di un continuo cercare, mai saziandosi di un essere uniforme e prevedibile, curiosi di scoprire le infinite possibilità che le nostre relazioni possono costruire.